Il libro racconta la storia di Vladimir “Volodja” Jaščenko, l’atleta sovietico che alla fine degli anni Settanta sembrava destinato a dominare a lungo il panorama del salto in alto. Era apparso all’improvviso, ancora nella minore età, e la sua era stata una vera folgorazione. Ma dopo appena due anni sopra le righe, altrettanto repentinamente scompare. I media, sia sportivi che generalisti, smettono di parlare di lui, eccetto che per fugaci allusioni. Siamo in Unione Sovietica, in piena epoca brežneviana, ed è ancora facile restare inghiottiti nel nulla.

Nel libro si racconta la vita di questo campione al di là del “nulla”. Si racconta della sua uscita di scena ad appena vent’anni a seguito di un infortunio, curato maldestramente; e per coprire gli errori dei medici e dei dirigenti sportivi, le autorità sovietiche adottarono la strategia del silenzio e della divulgazione di informazioni contraddittorie.

Volodja Jaščenko era un esemplare anomalo di atleta sovietico, almeno secondo gli standard di quell’epoca. Il suo look era alla moda occidentale, con un simpatico tocco bohémien, e i suoi tic nervosi lo umanizzavano ulteriormente: niente di più lontano dallo stereotipo dell’atleta sovietico rappresentato alla perfezione da Valeri Borzov, che propugnava di “non lasciare mai trapelare le proprie condizioni emotive nel corso di una gara”.

In “Il volo di Volodja” (il titolo è ispirato al cantautore russo Vladimir Vysockij) è ricostruita la storia di vita di quello che è considerato il campione più suggestivo e più misterioso della storia dell’atletica: dagli inizi, attraverso la breve stagione del successo, fino all’inesorabile e patetico oblio.

Durante questo ultimo periodo, benché assalito da un’accidia quasi oblomoviana, Volodja continuerà lo stesso a vivere una vita piena. Pur piangendosi addosso per la gloria perduta, maledicendo il mondo, la sfortuna e la corruzione degli uomini, conoscendo la miseria, farà tre figli, praticherà una devozione sacrale per l’amicizia, e non smetterà mai di sentirsi innamorato della sua Zaporož’e, la città una volta sovietica e oggi ucraina, che lui non abbandonerà mai, ma che non gli sarà mai altrettanto riconoscente.

Assieme alla storia del protagonista, nel libro emerge lo sfondo dell’Unione Sovietica degli anni Settanta e dei primi Ottanta. Sono anni di grigiore, di vita in “un mondo immobile, sospeso tra la malinconia e un autunno perenne”, durante i quali la massima più diffusa tra la gente è “loro fanno finta di pagarci e noi facciamo finta di lavorare”. I soldi, anche quando ci sono, sono poco più che pezzi di carta, la gente lavora poco, pur affaticandosi tantissimo; una porzione importante della popolazione, composta soprattutto da uomini, si dà alla vodka a mo’ di fuga dalla realtà. L’alcolismo è una piaga diffusa, ma non suscita una grande riprovazione sociale: è in questo contesto che Volodja comincia a precipitare in un baratro. Non combatte più di tanto per uscirne fuori, piuttosto tira dritto per la sua strada, arroccato nelle sue convinzioni e con la sua personalità sempre ben stretta tra i pugni. Si congederà dalla vita a quarant’anni, cieco e irriconoscibile; consumato da un tumore, eppure ancora bellissimo nella sua dignità fuori dal tempo.

Alla figura di Vladimir Jaščenko è stata dedicata la canzone “Ventrale” degli Offlaga Disco Pax (2008).

Giuseppe Ottomano

gli autori

Giuseppe Ottomano è nato a Bari nel 1965 e risiede a San Donato Milanese, dove lavora come impiegato in una multinazionale. Ha collaborato attivamente ai siti SportVintage e alla rivista telematica Pianeta Sport, dove ha pubblicato numerosi articoli in materia di storia sportiva.

Igor’ Timohin è nato a Vladivostok (Russia) nel 1953 e vive a Zaporož’e, la città di Jascenko, dove lavora in un centro medico. Nel 2009 ha pubblicato in Ucraina il romanzo Sektor Vysotu (Divisione altezza), sempre dedicato alla figura di Vladimir Jaščenko.

Prefazione di Franco Bragagna, con un ricordo del prof. Carlo Vittori

Edito da Miraggi Edizioni
Prima Edizione giugno 2014

Hanno parlato del libro:

“Il volo di Volodja, ultimo eroe del ventrale” da Panorama
“Il volo di Volodja. Storia (troppo breve) di un campione” da Sport Story
“Il volo nel buio” di Gianni Cerasuolo, da SuccedeOggi
“Il volo di Volodja: storia di un grande atleta” da Ma se domani…
“Il volo di Volodja, Giuseppe Ottomano e Igor Timohin, Miraggi edizioni 2014” di Rudi Ghedini, da Rudi, il Blog.
“Il volo di Volodja, l’ultimo dei mohicani” di Alberto Belloni, da Il Cittadino
“Vladimir Jaščenko, la favola spezzata” da Storie di Sport
““Il volo di Volodja”, la storia di Vladimir Jascenko, un campione fragile” da AndreaGiannini.com
“Vladimir Jaščenko, campione fragile “Il volo di Volodja” da Bar Frankie
“Jascenko, l’atleta che sfidò l’Urss” di Antonio Giuliano, da Avvenire
““Il volo di Volodja” di Giuseppe Ottomano e Igor’ Timohin” di Stefano Savella, da Puglia Libre
“Il volo di Volodja, dalla gloria all’oblio” di Nicola Sellitti, da Russia Beyond the headlines
“Vavel in libreria – Volodja, ascesa e caduta dell’ultimo ventralista” di Alessandro Gennari, da Vavel
“Il volo di Volodja” di Silvano Calzini, da Quasi rete, il blog letterario della Gazzetta dello Sport
“Se l’editoria facesse il salto di Jascenko” di Patrizio Zurru, da Ho un libro in testa

In libreria:

Amazon
IBS
Unilibro
Il Libraccio
EPrice
LibreriaUniversitaria
Libro. Co Italia
Wuz

su YouTube:

“Il Volo di Volodja” di Miraggi Edizioni
“IL VOLO DI VOLODJA – VLADIMIR YASHENKO” di CollectionAtletica
“Atletika” 47a puntata del 18 Dicembre 2014, di TS8

In podcast:

“Vodkabolario” del 28 Marzo 2015 su Radio Flash Torino
Su Radio Sportiva del 22 Agosto 2014
“Olio di canfora” del 2 marzo 2015 su Radio Popolare