Tutti vogliono stare all’ombra della fiaccola

Ci sono cerchi abbastanza larghi da farci passare un intero continente, sdoganarne le passioni, fare specchio e vetrina per i suoi modelli ed i suoi sogni. Cerchi senza fiamme attorno, attraversati da novelli Achille ed Ettore, sempre di corsa, ma 108 anni dopo la prima volta.

Ce ne sono altri invece alquanto stretti. Tanto da soffocare i propri figli, reprimerli, affamarli. Avvamparne slanci e speranze e rinchiuderli in un anonimato da dove il gesto sportivo li aveva tolti per pochissimi, flebili istanti. E’ il caso di una nazione intera, la Cina, che per far posto ai cinque cerchi dell’olimpiade del 2008, rade al suolo interi villaggi, deporta il sangue del suo sangue, nasconde le brutture di una società deformata da una sorta di macromelia economica, dietro a muri di gomma e cemento.

Eppure sia i primi, personificati dagli splendidi splendenti USA che sfilano nelle loro appariscenti tutine, sia gli ultimi piccoli dagli occhi a mandorla, sono specchio di uno stesso evento a cui tutti vogliono esserci, dal quale tutti pretendono lustro e visibilità; che nonostante gli sforzi immani per coprirsi del manto della perfezione sociale, si ritrova più spesso specchio fedele del mondo becero e crudele che organizza. A culo scoperto!

Quante storie, quante vite, quanto mito le olimpiadi. Un salto lungo quattro anni in tempi che invece tendono a comprimere tutto in 4 secondi. Forse per questo sono l’unica kermesse, insieme ai mondiali di calcio, che riescano a creare tanta aspettativa, entusiasmo e giro di soldoni.

Con una grande differenza: la rappresentatività. Per quanto democratico e diffuso, il pallone non ce la fa a riunire tutti gli stati e staterelli e quantomeno non potrà mai farlo concedendo ad ognuno una nicchia di speranza e passione; cosa che invece la kermesse dei cinque anelli, grazie alla polisportività del suo programma, riesce a fare in modo inimitabile.

Emanuela Audisio ne traccia una storia ammirevole e sentita, con il suo solito tocco magico che consente di uscire dalla cronaca nuda e cruda ed entrare dalla porta principale nel mito vero.

Lo fa in “Tutti i cerchi del mondo” (Mondatori – 2004) come attività propedeutica al ritorno delle olimpiadi nella natia Atene, ormai sei anni fa, più di un secolo dopo “quella prima fatale volta”.

E non vogliamo menzionare qualche appetitoso aneddoto. Certo che sì.

Va bene Vassily Alekseyev, sollevatore sovietico che tira su 225 chili per conquistarsi il rispetto di sua moglie? Era già un campione di immortale fama con settantanove record mondiali ed un fisico temprato nelle miniere, che vale per due uomini assieme, con i suoi 160 Kg.

E che dire del padre della meravigliosa Grace Kelly, tale John B., oro nel canottaggio contro i perfidi inglesi che lo avevano escluso dalle loro competizioni perché muratore, con la scusa di un presunto vantaggio fisico.

L’italiana Irene Camper che vince un oro nel fioretto nel 52, dopo che alla mensa le avevano rifiutato una bistecca. Non bastavano per tutti.

L’umanità cruda e sincera di Sammy Lee, americano dei tuffi, che prega perché qualcuno lassù lo aiuti a far meglio

“di quel figlio di puttana del mio avversario”,

perché è un buon uomo e lo merita di più.

Una donna dagli occhi dolcissimi, che voleva confrontarsi con le migliori atlete del mondo in piscina, sotto la fiaccola, ma il cui Paese le consentì solo di fare la bagnina per la piscina di Saddam Hussein. Si chiamava Hamdiya Ahmed.

Il barone giapponese oro nel 32 sul federe Urano, amico degli americani, cui suo malgrado si trova opposto nel 1945 a seguito del conflitto mondiale. Circondato sull’isola di Iwo Jima, piuttosto che arrendersi sceglie il suicidio. Accanto gli trovano un pezzo di criniera del suo compagno a quattro zampe ed il frustino. Lo stesso dei Giochi di Los Angeles di 13 anni prima.

Infine la battuta dell’uomo che meglio chiude questa discussione, Donald Bragg, americano, Roma ’60, oro nel salto con l’asta, a cui riferiscono che c’è qualcosa nella vita oltre le olimpiadi. Lui con serafica compostezza risponde

“Davvero?”.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Tutti i cerchi del mondo
Autore: Emanuela Audisio
Editore: Mondadori – Strade Blu
Anno: 2004
Pagine: 170
Genere: Narrativa
ISBN: 9788804530190