La strana leggerezza dell’essere sportivo

Cesare Fiumi - Storie esemplari di piccoli eroi

Complimenti a Cesare Fiumi ai tempi in cui come esordiente ci trafiggeva con un testo il cui aggettivo che meglio si adatta è leggiadro. Non leggero, ma trasognato e sufficientemente romantico come si chiede a quella fetta di letteretura che tocca l’anima. E poco importa se si parla di sport piuttosto che di mali d’amore, anzi, l’eroica materia ben si addice alla narrazione di personaggi discussi, dimenticati, eroi di una favola che non racconta più nessuno.

Come il ritratto splendido e delicato a Gigi Meroni, epilogo del libro.

Una foto imbruttita dal tempo, resa obsoleta dagli anni, in cui alcuni particolari non si riconoscono più, perché i più giovani non hanno mai avvicinato una puntina ad un vinile e nelle camere dei calciatori non penzolano lampadine temerarie dal soffitto, non ci sono cataloghi d’arte sul letto. Tutt’al più qualche poster ingombrato ed ingombrante con la belloccia del momento o un paio di riviste da “uomini che non devono chiedere mai”.

Invece la foto dello sfortunatissimo Meroni e tutto il libro di Fiumi, sono un ritratto appassionato dell’anticonformismo, fatto di storie di eroi piccoli piccoli, che spesso hanno contribuito a rendere più grandi quelli che eccelsi già lo erano.

A partire proprio dalla storia del giovane calciatore del Torino,

che poteva assurgere alla gloria dell’Olimpo del calcio, che poteva divenire icona della gioventù ribelle, che poteva godere di una leggenda dedicata come James Dean, e che invece morì nel modo più banale, indifeso e nudo che si potesse immaginare,

investito una e poi una seconda volta da un tragico incrocio di due auto, al bivio del destino, sulle strisce bianche della vita.

Così, come la casalinga di Voghera, come il nonnetto di Milano che ritira la pensione, come un pollo, quello che portava spesso al guinzaglio sul corso.

Gente di pianura, collina o città, che pianta alberi, gestisce edicole, si gode i nipoti all’ombra del ricordo, spesso uno soltanto, che li vede eroi per caso, per un minuto, per un solo cuore. Come quello che faceva le bizze e apparteneva al pedalatore Bitossi, che senza sarebbe stato un grande campionissimo, ma senza non sarebbe stata una persona di grandi slanci e sentimenti. Perché a volte è proprio l’emozione di un attimo a dividere l’uomo dall’icona, la sofferenza dall’immagine.

Tanti i faticatori del pedale ritratti da Cesare Fiumi. Da Magni a Balmamion, traspare una sincera affezione per uno sport che tanto deve al cuore e tanto poco offre a chi nasce con il marchio del gregario. Avventura, sudore, sangue, ma poco da cinematografo e tanto, tantissimo da vita vissuta, da epopea della strada.

Insomma un libro piccolo e bellissimo, una carezza alla letteratura sportiva, un omaggio allo scrivere eccellente in genere.

Ve lo consiglio vivamente, anche se non si trova più e Feltrinelli non sembra aver intenzione di ristamparlo. Cercatelo, anche usato e logoro, ne vale la pena ed in fondo le pagine ingiallite non faranno che aggiungere passione ad un testo che la merita.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Storie esemplari di piccoli eroi – Lo sport dell’Italia di ieri
Autore: Cesare Fiumi
Editore: Feltrinelli
Anno: 1996
Pagine: 224
Genere: Narrativa
ISBN: 9788807813665