Storia del calcio in 11 indimenticabili partite

Marco Ballestracci - A Pedate

Sorride l’erba.

Sa già cosa l’aspetta. Sarà calpestata, strappata, sgualcita, ma lei sorride, baciata da uno zefiro lento che sta percorrendo tutto il campo da porta a porta. Sa che tra pochi minuti, ancora una volta, ogni maledetta volta, toccherà a lei assistere allo spettacolo più bello del mondo. A lei conservare le impronte di 22 uomini baldi che hanno scelto quel rettangolo per dare un senso alla loro vita sportiva e spesso non solo a quella.

Sarà maltrattata ma non le importa, le basta questo orgoglio di custode di grandi gesta per sentirsi più verde.

Quello che non sa è che oggi non è un mercoledì come un altro, non un giorno dedicato ad un banalissimo incontro di Champions League sulla pay-TV, anche perché non esistono ancora ne la prima ne la seconda.

Oggi è il 14 novembre 1934 e la memoria sportiva fisserà questa data come quella di una delle più grandi battaglie sportive di tutti i tempi. Sicuramente la più eroica. Si gioca Inghilterra-Italia nella tana dell’Arsenal, per quella che passerà alla storia come la

“Battaglia di Highbury” .

Gli azzurri freschi vincitori del mondiale casalingo contro la Cecoslovacchia, sfidavano gli altezzosi inventori del calcio, che fino ad allora non si erano mai degnati di partecipare ad un confronto ufficiale con altre formazioni; snob, arroganti e certi della supremazia di chi di quel gioco ne aveva fatto le regole. Nei circoli bene si scommetteva sull’entità della sconfitta che sarebbe stata inflitta ai neo-campioni di un mondo che non comprendeva gli inglesi e quindi tale, a loro giudizio, non poteva certo definirsi. Questo il senso dei dialoghi tra Sir Edward Chapman e Sir William Hall.

Pronti via ed il centravanti Drake spezza il piede al nostro terzino Monti. Lui sta zitto e continua perché mai e poi mai vorrebbe subire l’onta della ritirata, ma dalla panca è evidente il suo disagio e dopo due soli minuti di gioco viene costretto ad uscire. Le sostituzioni non sono ancora state inventate e la nostra compagine giocherà l’intero match in dieci uomini.

Alla fine del primo tempo tra calci, sputi, gomitate, costole incrinate e fango schizzato che sporca gli occhi dei tantissimi spettatori, l’Italia è sotto per 3 a 0. Ci vorranno il voli incredibili di Ceresoli e le prodezze infinite di Meazza per resistere ed accorciare le distanze fino al 3 a 2 finale, ma soprattutto la coralità stoica di tutti i dieci superstiti dalla maglia azzurra, per uscire comunque fra gli applausi dal campo londinese. Con il marchio riservato agli eroi delle grandi battaglie impresso indelebilmente addosso, per coloro che, da allora, saranno sempre ricordati come i “Leoni di Highbury”. E per la cronaca Chapman perse anche la scommessa che voleva gli italiani sconfitti sì, ma con dieci goal di scarto.

Da un’Italia all’altra, nel libro di Marco Ballestracci “A Pedate”, fino alla partita del secolo, la storica semifinale di Messico ’70 contro la Germania, vista dal più operaio dei nostri avversari, quello Schnellinger che seppe trasformarsi in condottiero memorabile per trascinare i suoi fino all’ultimo fatale metro. Un grandissimo desco apparecchiato a calcio, che passa nel mezzo di questi trentasei anni richiamando sotto la lampada della gloria le più grandi partite, personaggi ed imprese del secolo passato. Da Frank Borghi e la sua incredibile nazionale statunitense che mise sotto gli odiatissimi inglesi (sempre loro), all’Uruguay del ’50 che strappò coppa Rimet e cuore ad un intero Paese, il Brasile, che già aveva le braccia per aria e si trovò con una marea di suicidi il giorno dopo. Perché il calcio è gioia e se muore quest’ultima, fagocita se stesso e sa trasformarsi in tragedia popolare. Da Puskas a Garrincha, fino ad un ultimo malinconico e accorato omaggio a chi il talento infinito non ebbe il tempo di esprimerlo: Gigi Meroni.

Un libretto piccolo, delicato, lindo nelle stile, curato nelle parole, che quasi passerà inosservato una volta che l’avrete riposto sullo scaffale in mezzo ai tomi di Dan Brown, se ne troverete mai il coraggio.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: A Pedate
Autore: Marco Ballestracci
Editore: Mattioli 1885
Anno: 2008
Pagine: 120
Genere: Narrativa
ISBN: 9788862610261