Quando lo sport mostra il suo volto più degno

Luigi Bolognini - Gli eroi son tutti giovani e belli
Luigi Bolognini - Gli eroi son tutti giovani e belli

Pericolosi, pericolanti e molli, anzi mollissimi, sportivi da salotto, levatevi orsù in degna e ritta postura, salutate la patria e gettate via quell’ignobile caramella appiccicosa d’importazione.

Parlasi oggi di grandissimi uomini, che fecero grande l’Italia e fortissimamente vollero la vittoria sui campi più sperduti e nelle fredde terre del continente.

Di loro si porti memoria in eterno perché grandissimo fu il gesto, esemplare l’ardimento, fulgido l’esempio per le generazioni a venire.

Pericoli Lea, biondissima e tenacissima pulzella che pugna per il tricolore brandendo il reticolato ovale, dapprima sconosciuto a noi pedatori e pedalatori della domenica.

Bagnoli Osvaldo, dalle terre aspre e faticosissime della Bovisa, che portò sui prati verdi la fatica ed il sudore intriso di trionfo e moralità del vivere agreste, strappando infine lo scudetto al golia nemico e corruttissimo, che già bramava oscuri desideri di dominio e trionfalistiche mire.

Ottolina Sergio, lestissimo pedatore di italianissima stirpe che fortissimamente cercò il trionfo e seppe volare sulle piste di tutto il mondo, imponendo il ritmo del passo littorio allo straniero laido e molle nella specialità dei 200 metri piani.

Missoni Ottavio, giovane virgulto di confine, figlio orgoglioso di un marittimo, che portò nella pratica sportiva tempra e spirito bellico della terra natia. Sfuggito alla losca mano del nemico che aveva tentato di tarpare le ali del giovane airone italico, facendolo prigioniero nella nerissima El Alamein, il Missoni si impone, splendido ed altissimo, nei Giochi Olimpici dell’odiata terra d’Albione.

Son solo quattro esempi, ma che servano da guida ferma e lucentissima per le future generazioni di italiani; sportivi e non, orgogliosi di levare al cielo il vessillo romano.

Scusate la prosa un po’ futurista un po’ “Palazzeschiana”, speravo di rendervi, almeno nell’ambientazione un pezzo di sport in bianco e nero, un flash di filmato da istituto luce, la prodezza di un gesto orgogliosamente sportivo, felicemente italiano.

Quello che con grande purezza ed uno splendido modo di narrare ci restituisce Luigi Bolognini nel suo libro d’esordio “Gli eroi son tutti giovani e belli”, curato da un editore, Limina, che si conferma come sempre attento ai gusti sudati ed un po’ ingialliti di noi divoratori di sport su carta.

Venti ritratti unici, di personaggi più o meno noti, molti dimenticati, molti altri passati dallo sport a miglior fortuna in altre attività (v. Ottavio Missoni). Tutti unici, particolari, a volte semplici a volte complicatissimi, ma rigorosamente legati dal filo rosso della dignità che dalla vita si traspone nello sport, la sua metafora più grande.

Come ci ricorda Gianni Mura nella prefazione infatti:

“Molti degli atleti che si raccontano hanno avuto carriere lunghe, molti hanno faticato a far quadrare l’attività sportiva di vertice e conto in banca. Tutti si sono mossi senza procuratori, senza manager, senza fare pubblicità, senza telefonini, senza Epo e senza Gh. Sembra impossibile, ma è vero. La dignità dello sportivo, bisogna aggiungere, la tutelavano da sé, per primi, in prima persona”.

E prendano appunti i vari Vieri, Cassano, Balotelli, Schumacher e via discorrendo.

Storceranno il naso i puristi della rossa bandiera, ma anche loro dovranno ammettere che altro modo non si scorge per esaltare l’italica prodezza, vestendola sempre di ironia.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Gli eroi son tutti giovani e belli – Venti ritratti di sport in bianco e nero
Autore: Luigi Bolognini
Editore: LIMINA – (Collana Storie e Miti)
Anno: 2003
Pagine: 135
Genere: Narrativa
ISBN: 9788888551227