Ventisette foglie d’argento che illuminarono l’autunno della vecchia Europa
Lloyd Jones, Il libro della gloria
Lloyd Jones, Il libro della gloria

E’ un libercolo piccolo, leggero, quasi tascabile. Lo rigiro tra le mani. E’ veramente strano che possa contenere e raccontare tutta l’incredibile storia di ventisette omoni neri, grandi e potenti, che nel 1905 misero a soqquadro l’Europa; quantomeno quella del rugby professionistico, in casa di chi l’aveva inventato.

Proprio loro che professionisti non erano e che affacciati sulla balaustra del piroscafo Rimutaka, rimuginavano i loro sogni e le loro aspettative per un mondo mai visto; mentre si muovevano lentamente dal porto di Auckland verso il freddo, verso il nulla di un viaggio infinito.

Uomini comuni, anzi comunissimi: un macellaio, un fabbro, un impiegato di banca, due calzolai e due minatori e così via, che si avvicinavano al “vecchio mondo” abbracciando un sole sempre più caldo, che di lì a poco avrebbe disciolto le incertezze dell’animo e li avrebbe trasformati in eroi.

Stiamo parlando di una leggenda, anzi della sua genesi, la fantasmagorica tournee dei primi All Blacks, ad inizio secolo, a percorso inverso. I galeotti che escono dalla loro isola di confino e scendono nella terra degli imperialisti … per farne polpette.

Questi ragazzoni smarriti, un po’ sempliciotti, un po’ bambini in estasi davanti alle meraviglie del continente, sazieranno i palati fini dei rugbofili del Regno Unito, muoveranno le masse, scuoteranno la terra, faranno parlare, scrivere e innamorare di se milioni di persone e con la stessa semplicità sapranno ritornare alle nebbie della loro terra d’origine.

Giocheranno contro le migliori squadre del tempo, surclasseranno tutti con irrisoria facilità. Ottocentotrenta punti segnati, solo trentanove subiti; 40-0 allo Yorkshire, 15-0 ad Inghilterra ed Irlanda ed un solo cruccio, che poi di nome fa “unica sconfitta”, quella con il Galles, al Cardiff Arms, per colpa di un arbitro che rese fantasma una delle mete più lustre e scintillanti della storia dello sport dalla palla ovale. Una ferita così profonda che Bobby Deans, il suo realizzatore, ancora ebbe la forza di reclamarla sul letto di morte, stroncato dalla polmonite troppo giovane, spezzato da quel cruccio troppo a lungo.

Una parabola sportiva che si fa fatica ad aggettivare, per cui ogni metafora è una sciacquatura di bucato e che voglio raccontare meglio con tre episodi.

Il primo: nella prima partita con il Devon, gli All Blacks si impongono con un secco 55-4. La notizia è così inverosimile, che nessuno ci crede per davvero ed i giornali il giorno dopo riportano il risultato a parti invertite.

Il secondo: quando i gallesi riescono a battere “Gli Incredibili”, con una partita non proprio pulita come già citato, dall’ufficio postale di Cardiff partono 35.000 telegrammi per annunciare l’evento. Media normale: 800 messaggi al giorno.

Il terzo, che è un emblema di disarmante modestia: a Dublino chiedono al capitano di quella magnifica squadra come ci si sentisse ad essere famosi, lui seraficamente risponde:

Mio caro, famose sono le Piramidi.

Insomma, per una volta i primi, i cannibali, gli dei, sono anche popolari e abbeverano la sete del mito romanzato, della letteratura sportiva più spesso avvezza all’esaltazione del secondo. Giovane e bello, ma pur sempre secondo e che fornisce una minestra drammatico-populista molto più facile da digerire e mettere in prosa. (Fidatevi, il sottoscritto ne sa qualcosa).

Il buon Lloyd Jones, noto romanziere suddito e colono d’Albione, non si lascia scappare l’occasione e mette in scena la cronaca della leggenda, raccontandoci in denso libro questa mirabolante storia di sport.

Per la verità la scelta di trasformare il testo nel diario della tounèe e nel racconto diretto dei protagonisti, toglie forse molto del pathos narrativo, strappando a grandi gesti ed in molte occasioni “colore e calore” alla novella. Ne risulta, a tratti, un testo un po’ sonnacchioso e più incline a lettori avvezzi esclusivamente allo sport. Che ha il merito però di lasciare in piena luce i soli fatti. E che fatti!

Signori questa è la magnifica storia degli “Originals”, coloro che si guadagnarono questo titolo sul campo, senza spot e lustrini da tele-realtà e lo assegnarono per sempre alle maglie nere che da allora sfregiano il mondo del rugby.

Provate voi ad uscire dalla mischia!

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il libro della gloria
Autore: Lloyd Jones
Editore: EINAUDI
Anno: 2009
Pagine: 209
Genere: Romanzo
ISBN: 9788806192150