Un’incredibile sgroppata sulla fascia, nel grande stadio degli anni ‘80
Marco Innocenti, Carlotta Scozzari: "Quando gli yuppies tifavano Platini. I rampanti anni ottanta"
Marco Innocenti, Carlotta Scozzari: "Quando gli yuppies tifavano Platini. I rampanti anni ottanta"

Cari malati di sport, nell’angolino della vostra libreria di fiducia è arrivato fresco fresco un nuovo impedibile titolo, soprattutto se veleggiate sulla quarantina e avete appena rispolverato il Moncler; si intitola: “Quando gli yuppies tifavano Platini”, dell’ottimo Marco Innocenti (già conosciuto con “Quando il calcio ci piaceva più delle ragazze” – MURSIA, 2008) in dolce compagnia stavolta di Carlotta Scozzari.

Pensate di andare ad acquistare un semplice libro, vi sbagliate!

Trattasi stavolta senza dubbio di felicissima operazione di “idropulitura” della memoria, con getti potentissimi di vero gusto kitsch caramellato e fatuo, ma che ha la forza di strappar via i residui stanchi e polverosi di un decennio successivo, i ’90, impalpabili e decadenti, tristemente minimalisti, per non dire semplicemente scoloriti.

La prosa è agevole, si legge d’un fiato e non vaneggia inutilmente con superflui arzigogoli intellettualoidi, ma corre piuttosto veloce e leggera come il mito che racconta, accendendosi spesso in esplosioni di puro colore descrittivo. Insomma snella e quanto mai coerente con il tema trattato.

Sarà un giochino fantastico aprire quel vecchio baule marroncino in soffitta e tirar fuori perle, eccessi, ricordi e qualche lacrima legata al decennio più sfrontato della storia del ‘900, i rampanti anni ’80.

Una favola bevuta tutta d’un sorso, veloce come una sniffata di cocaina, eccessiva come le improponibili spalline larghe di maglioni e giacche, aggressiva come una Maserati Biturbo, con il lupo che veste Timberland e Best Company.

Rinverditevi dunque quarantenni, siate voi dei Paninari pentiti, degli Yuppies che faticano a perdere la puzza sotto il naso (di Chesterfield magari) o semplicemente degli appassionati di un calcio che non c’è più. Quando “facevano le botte” per venire a giocare da noi i migliori campioni del mondo, quando maghi della panca (Sacchi), nani da giardino (Maradona), cigni da balletto (Van Basten), mandingo vestiti da Predator (Gullit) vi regalavano ogni domenica il sogno unico dell’invincibilità e la certezza che nel calcio, a mille all’ora, tutto poteva succedere, nel bene e nel male.

Come il Verona di Bagnoli scudettato nel 1986, la Samp di Vialli e Mancini, il Lecce che strappa lo scudetto alla Roma con un 3 a 2 all’Olimpico, che mai sarebbe potuto essere.

Sostituite dunque quei volti bigi e alteri che si chiamano Capello e Lippi e riappendete al muro della memoria le foto del “Tardelli urlante”, “dell’Arrigo furioso”, o semplicemente della partita perfetta, quel Milan-Real Madrid 5-0 che rimarrà per sempre non nella storia, ma galleggiante su di essa, come succede a quegli eventi senza tempo.

Pensate finisca così? Nemmeno per sogno, il bello viene dopo, quando scoprirete che spesso il calcio, da soggetto, diviene contorno, lasciando spazio ad una parabola di sogni, viaggi, personaggi ed illusioni infrante che furono i mutamenti sociali degli anni ’80.

All’angolo di San Babila potrete allora incontrare dei tipi che parlano strano e vestono piumini colorati, in tribuna allo stadio strani giovani in pullover e sciarpetta, arrivisti e spietati interpreti di una “Vita solo da bere”. E se tornando a casa stasera, vi accorgerete che nella vostra autoradio strillano ancora Spandau, Madonna, Duran Duran e Nick Kamen, avrete la certezza che il mondo, quello che volevate, non è morto insieme all’uomo ragno, affogato in un bicchierino di Ramazzotti.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Quando gli yuppies tifavano Platini. I rampanti anni ottanta.
Autore: Marco Innocenti e Carlotta Scozzari
Editore: MURSIA
Anno: 2009
Pagine: 192
Genere: saggio
ISBN: 9788842542407