Ovvero, quando il calcio mostrava il suo lato umano e ci faceva ancora sorridere
Gigi Garanzini: "Nereo Rocco. La leggenda del Paròn continua"
Gigi Garanzini: "Nereo Rocco. La leggenda del Paròn continua"

Immaginate una serata fredda, con un mare grigio ed alterato ed un vento tagliente e svelto che vi pettina dietro le orecchie. Pensate intensamente ad una stradina, con un lampione giallognolo che pare ammaliante sirena in questa notte da lupi. La luce fantasma vi invita con calda cupidigia ad avvicinarvi a passi lesti ad una porticina stretta e lisa, che pur sembra l’antro del paradiso. Affrettate il passo, stringendovi sempre di più il bavero intorno al collo e siete già sotto la pallida insegna che caracolla all’angolo del vicolo, con su scritto “All’Assassino”.

Un attimo per gestire l’ondata di piacevolissimo tepore che vi avvolge superato l’uscio e già lo sguardo non può che volgere verso uno dei tavoli sul fondo del locale, sulla sinistra, dove  i quattro/cinque astanti e le molte più numerose bottiglie vuote, riempiono l’aria già di allegri e calciofili caroselli.

Uno spicca su tutti, per stazza certo (è alto e ben piazzato, ha un faccione grande e squadrato, due occhi piccoli, ma intensamente scuri), ma soprattutto per l’ardire della sua arringa, rigorosamente dialettale, che zittisce tutti, ma sopra a tutti si eleva per schiettezza e perspicacia calcistica.

Ho provato così in pochissime righe a darvi un assaggio “sugoso”, quasi accalorato del pathos, del clima, che ci regala il nuovo libro di Gigi Garanzini, che con puerile gioco di parole diciamo ancora una volta una garanzia per penna felice e acume descrittivo.

Il protagonista delle 200 pagine, edite da Mondadori, è naturalmente, per i pochi che ancora non lo avessero intuito, Nereo Rocco, per noi italiani l’inventore del “Catenaccio”, indimenticato allenatore del Padova prima, del Milan dei primi successi internazionali poi, tra il ’60 ed il ’70.

Il Paròn veste di gran romanzo questa snella prosa sportiva, facendo del suo personaggio il vero centro del testo, illuminando lui come un faro il mondo del calcio di quegli splendidi anni e non vivendo piuttosto di riflesso da esso, come più spesso accade.

Per questo al di là delle cifre e dei premi, delle coppe e dei trofei, come ricorda l’autore, il grande triestino rimarrà per sempre nelle menti e nei cuori degli sportivi (si badi: “degli sportivi” e non solo dei milanisti), facendo sberleffo alla solida tradizione di un “calcio al consumo”, che prima esalta e poi affonda e dimentica.

Perché Rocco seppe essere prima uomo e poi Mister, pardon “allenatore”, visto che allo sprovveduto che così ardì apostrofarlo rispose:

“Mister te sarà ti, muso de mona. Mi son el signor Nereo Rocco”.

Sono queste miriadi di piccole e spassosissime citazioni, rigorosamente idiomatiche, insieme ai mille aneddoti, a restituirci un personaggio genuino, concreto, vero; che preferisce correre a casa ogni sacrosanta domenica sera, dopo la partita, per passare con gli amici e la famiglia il lunedì libero. Che alle luci della ribalta oppone quelle tenui dell’osteria del suo amico Ottavio Gori, dove discutere di tutto, di nulla e di quella cosa che sta nel mezzo chiamata calcio, davanti ad un bel bicchiere di onesto rosso. Dall’altra parte del tavolo, calciatori, giornalisti, parenti, amici d’infanzia, l’ultimo dei derelitti accanto al vate Brera, purchè alla fine la parola finale sia la sua.

L’unico a tradirlo alla fine fu proprio il meno atteso ed il più fidato, quel bicchiere che se lo portò via in una fredda giornata del 1979, il 20 febbraio; riflesso vuoto di una vita passata tutta col rosso, dal vino alla carne della premiata “Macelleria Rocco”, quella di famiglia, in via Slapater, anch’essa ormai mestamente chiusa.

Ma questa non sarebbe una chiusura adatta allo spirito ribollente del Paròn, meglio allora la madre di tutte le citazioni, che fa bella mostra di se anche in copertina del libro e che il triestino rivolse ad un giornalista torinese reo di avergli lanciato un “Vinca il migliore”, alla vigilia di un Padova-Juventus del ’56, a cui ovviamente si sentì subito ribattere:

“Ciò, speremo de no”.

Questo voleva essere solo un assaggio, più per l’anima che per la cronaca, per lasciarvi la bocca asciutta e la disperata ricerca anche voi del bicerìn. Per i numeri invece, le statistiche, i roboanti racconti delle partite e le meditazioni sul mondo del pallone che non c’è più, ci pensa invece con gran mestiere il buon Gigi, di cui non posso che raccomandarvi il libro.

Il Re Censore

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Nereo Rocco. La leggenda del Paròn continua.
Autore: Gigi Garanzini
Editore: Mondadori, collana Strade Blu.
Anno: 2009
Pagine: 202
Genere: biografia
ISBN: 9788804588276

1 COMMENT

  1. Un grande personaggio Nereo Rocco, che, anche per ragioni generazionali, nel cuor mi sta. L’unico pericolo è costituito dalla pletora dei suoi adepti, tutti quelli che, dicono, lo hanno conosciuto, lo hanno frequentato, mangiavano con lui, bevevano con lui. E’ un po’ come con Brera. Teniamoci stretto il grande Gioann, ma guardiamoci dai breriani

Comments are closed.