1978: maglia a strisce verticali bianco-verdi, calzoncini blu e calzettoni rossi... che nazionale è?
1978: maglia a strisce verticali bianco-verdi, calzoncini blu e calzettoni rossi... che nazionale è?

Questa è la storia di come il Kimberley, modesta squadra di Mar del Plata, finì in Mondovisione, e di come il distratto Henri Patrelle perse il lavoro.

10 giugno 1978, Mar del Plata, Coppa del Mondo. Per l’ultimo turno del Gruppo 1 si fronteggiano Francia ed Ungheria, entrambe ancora a secco di punti. Le due squadre entrano in campo con la tuta da riscaldamento, ma un particolare salta all’occhio del centrocampista del Nantes Henri Michel: il colletto della maglietta del numero 9 avversario, András Törőcsik, che spunta dalla tuta, è bianco. Il francese si avvicina al magiaro e gli domanda se la divisa porti lo stesso colore del colletto; per tutta risposta Törőcsik si abbassa la zip della tuta e gli mostra la maglia completamente bianca.

Ma non erano stati designati gli ungheresi a giocare con la prima maglia, quella colorata? “No, siete stati designati voi”, la risposta piccata. Poco male, mancano ancora una decina di minuti all’inizio della partita ed i francesi si dirigono negli spogliatoi per cambiare divisa. “Cercammo il secondo set di magliette… ma non c’era!” ricorda ridendo il centravanti Rouyer. Gli occhi si posano tutti sull’incaricato alla logistica dei transalpini, Henri Patrelle, convinto della bontà della sua scelta: la FIFA aveva deciso che la Francia dovesse giocare in maglia bianca, pantaloncini blu e calzettoni rossi. Ma il buon Patrelle viene smentito dai dirigenti FIFA: gli era sfuggita, infatti, la nota ufficiale del 30 marzo che aveva modificato le istruzioni precedenti ed obbligava alla maglia bianca gli avversari.

Dunque i francesi hanno torto. Ma il set di magliette blu è rimasto all’Hindu Club di Buenos Aires, la casa dei transalpini per il Mondiale, distante qualcosa come 400 km. Mar del Plata, abbiamo un problema.

Alla ricerca di un’alternativa plausibile, la polizia argentina, accompagnata dai dirigenti francesi, si muove spedita verso la sede della piccola squadra locale Club Atlético Kimberley. L’allenatore Michel Hidalgo si mantiene calmo, non vuole cali di concentrazione: “Continuate a prepararvi per la partita!”. Dopo una quarantina di minuti, ecco la buona notizia: “Abbiamo le maglie!”. Certo, una maglia a strisce verticali bianco-verdi non è il massimo a vedersi. Ma in quella situazione non è il caso di sottilizzare.

Con circa 45 minuti di ritardo finalmente entrano in campo le squadre. Quando i francesi svestono le tute da riscaldamento sugli spalti l’ilarità è generale. Mentre in campo, come ricorda Rouyer, i calciatori si sentono quasi a disagio nel giocare una partita della Coppa del Mondo indossando quei colori che non gli appartengono. “In quei momenti ti senti solo, piccolo piccolo”. La maglia “reietta”, però, porterà fortuna ai francesi, che otterranno proprio con quei colori l’unica vittoria (3-1) di quel Mondiale.

Highlights della partita [YouTube]

(Christian Tugnoli)

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