1994: tragedia sfiorata per l'olandese Jos Verstappen ed i meccanici Benetton.
1994: tragedia sfiorata per l'olandese Jos Verstappen ed i meccanici Benetton.

C’era da vincere un mondiale, e mai come in quel maledetto 1994 l’impresa sembrava possibile. E allora perché non utilizzare tutti i mezzi? Ma proprio tutti.

E così alla squadra della Benetton, guidata da un Flavio Briatore rampante come non mai, si decise di ritoccare il sistema di rifornimento della benzina (in teoria uguale per tutti), in modo da permettere un afflusso maggiore di carburante nel serbatoio.

Come fare? Semplice: bastava eliminare il filtro di sicurezza nella pompa di rifornimento, e il gioco era fatto.

O meglio, si sarebbe potuto realizzare in maniera trionfale. Magari approfittando anche del fatto che in quella stagione maledetta, il dio delle corse (se mai fosse ne fosse esistito uno) aveva già preteso e ottenuto le sue vittime sacrificali (Ayrton Senna e Roland Ratzenberger su tutti), e per il resto dell’anno probabilmente se ne sarebbe stato tranquillo.

Forse solo per questo motivo Jos Verstappen riuscì a uscire vivo con qualche ustione e nulla più dalla tempesta di fiamme che si sprigionò dalla sua Benetton, quando ad Hockenheim durante il Gran Premio di Germania si fermò per il solito pit stop. E la variante alla pompa di rifornimento del carburante, brevettata Benetton, svelò tutti i suoi limiti.

Ma miracolosamente, grazie anche all’intervento provvidenziale dei meccanici delle altre squadre, non si verificarono conseguenze drammatiche da quella gigantesca palla di fuoco.

Andrea Corbetta

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