Hansi Hinterseer
Hansi Hinterseer negli anni settanta

(02/02/1954 Kitzbühel, Austria)

Parlo spesso con Dio mentre cammino in montagna.

Hansi Hinterseer

Chi ha già passato gli anta molto probabilmente non farà tanta fatica a ricordare il giovanotto nella foto qui sopra. In un attimo gli dovrebbero tornare in mente gli anni settanta e le gesta sciistiche di quel degno avversario dei nostri eroi della valanga azzurra: Gustavo Thöni, Pierino Gros, Fausto Radici e Paolo De Chiesa. Certo, quando tra i paletti dello slalom scendeva un autentico gigante come Ingemar Stenmark, c’era da trattenere il fiato e incrociare le dita, augurandogli magari un errore che lo mandasse fuori pista o ne rallentasse almeno l’ubriacante serpentina. Al momento della partenza di Hansi Hinterseer invece, le dita del telespettatore italiano restavano pacificamente più distese, e anche il suo respiro era quasi certamente più regolare. Però, ogni tanto qualche brutta sorpresa alla nostra squadra la riservava anche lui. Pur vincendo solo di rado, il più delle volte si piazzava tra i primi posti con tutta l’autorevolezza e la dignità di un grande atleta, ma senza riuscire ad oltrepassare quella ideale linea di confine che lo separava dal mondo dei grandi campioni.

Chi invece gli anta, buon per lui, li deve ancora incocciare, potrebbe domandarsi chi era mai costui. Ovviamente a patto che non provenga dall’altro versante del Brennero, dove la sua favola continua tuttora, riscuotendo addirittura più successo di prima. Ma i panni che il non più giovanotto Hansi veste oggi sono cambiati. Lo sciatore ha sganciato gli attacchi degli sci. Ha levato tuta, berretto e scarponi per indossare sgargianti abiti da palcoscenico, e trasformarsi in un rutilante cantante da balera.

Hansi Hinterseer in concerto. © BR ORF Hubert Mican
Hansi Hinterseer in concerto. © BR ORF Hubert Mican

Scorrendo le pagine autobiografiche del suo sito ufficiale, si ha l’impressione di essersi imbattuti nella locandina di una pro-loco di una cinquantina d’anni fa. Infatti leggiamo che il piccolo Hans, per tutti Hansi, nacque nel 1954 in una rustica fattoria dalle parti di Kitzbühel, nel Tirolo austriaco, e trascorse un’infanzia dal sapore bucolico. Per dirla con parole sue:

Nonostante non possedessimo né televisione e né luce elettrica, sentivo di avere tutto ciò che la fortuna può regalare a un bambino.

Lo scenario dal sapore deamicisiano che ci dipinge diventa poi idilliaco, oltre il limite del manierismo, quando racconta degli animali affettuosi e della natura incontaminata tutto intorno a lui. Ma non vi sono dubbi sulla sua sincerità appena rivela che a soli due anni di età mise gli sci ai piedi per la prima volta. Si trovò ad avere un maestro d’eccezione, il padre Ernst, medaglia d’oro nello slalom speciale alle olimpiadi invernali di Squaw Valley del 1960. E le aspettative paterne non vennero deluse. A soli quattordici anni Hansi entrò nella squadra austriaca di sci, e a diciannove, l’8 marzo 1973 nello slalom gigante di Anchorage in Alaska, vinse la sua prima gara ufficiale di Coppa del Mondo.

Gli anni tra il 1973 e il 1976 furono particolarmente fortunati per la famiglia Hinterseer. Mentre il padre veniva nominato commissario tecnico della formazione austriaca di sci alpino, il figlio si insediava a pieno titolo nel circolo esclusivo dei migliori slalomisti del mondo, conquistando sei vittorie nelle competizioni mondiali e classificandosi nei primi tre posti per più di quindici volte.

Hansi Hinterseer nel 1975
Schladming 1975. Hansi Hinterseer

Ma a quei tempi i trionfi del circo bianco pagavano tanta gloria e pochi soldi. Così, alla fine del 1978 il ventiquattrenne Hansi attraversò l’Atlantico per trasferirsi negli Stati Uniti, dove si disputavano i campionati mondiali professionistici di sci alpino, e soprattutto dove ogni vittoria era pagata circa 15.000 dollari, senza contare i guadagni extra provenienti dagli sponsor. Anche se al circuito americano non era riconosciuto lo stesso blasone di quello della federazione sciistica internazionale, quest’esperienza si rivelò un successo economico di gran lunga maggiore della precedente.

Al ritorno in patria nel 1984 lo attese una nuova occupazione. Infatti la ORF, la televisione di stato austriaca, lo ingaggiò come commentatore sportivo delle dirette di slalom. Da brillante conversatore quale era, ed è tuttora, non trovò difficoltà a mettersi in luce e ad attirarsi le simpatie del pubblico. Finché, dopo quasi dieci anni di onorata attività, nel 1993, arrivò la svolta della sua carriera. Secondo la sua autobiografia e le sue dichiarazioni in diverse interviste, tutto avvenne in modo quasi casuale, con il produttore tedesco Jack White, pseudonimo americanizzante del più casereccio Horst Nussbaum, che rimase folgorato nello scoprire il suo talento nel cantare e suonare la fisarmonica durante una festa di compleanno.

Da questo momento in avanti la sua storia si scioglie nell’attualità, e l’ex sciatore ed ex commentatore televisivo Hansi Hinterseer comincia a muovere i suoi primi passi come cantante folk.

Hansi Hinterseer in concerto. © HR ORF Ali Schafler
Hansi Hinterseer in concerto. © HR ORF Ali Schafler

Anche questa volta la favola bella si ripete. Già con la sua prima compilation, “Du hast heut mich noch nicht geküsst” (“Oggi non mi hai ancora baciato”), capitalizza la popolarità raggiunta grazie alle fortunate carriere precedenti, e arriva a inserirsi nella hit-parade della rete televisiva tedesca ZDF. Con gli album successivi il successo si trasforma in trionfo. Supera i confini austriaci per estendersi all’intero mondo germanofono, e in pochi anni vengono creati suoi fan club in Austria, Germania e Svizzera tedesca.

La musica delle sue canzoni si rifà, in chiave moderna, alla tradizione popolare degli yodel,  i canti alpini, e i testi che presenta non sono certamente quanto di più innovativo possa offrire il mercato. In questo senso è decisamente esemplare un passo estratto dal brano Amore mio (il titolo in italiano è quello originale) del 2005:

Amore mio Du und ich,
Wir sind ein Herz und eine Seele.
In einem Leben ohne Dich,
wär´keine Liebe mehr für mich.

che tradotto dal tedesco diventa:

Amore mio tu ed io,
Siamo un cuore e un’anima.
In una vita senza di te,
non c’era più amore per me.

A un tale confronto anche il nostro Toto Cutugno potrebbe sembrare Bob Dylan. Ma il segreto della pop-star Hansi Hinterseer risiede anche nell’immagine dinamica, sportiva e allo stesso tempo tradizionale che riesce a trasmettere. In un’intervista dell’ottobre 2008 al quotidiano tedesco Bild, ha affermato orgogliosamente:

Al termine dei miei concerti tutti tornano a casa con un sorriso, perché i miei testi sono vicini a ciò che sente la gente.

E in effetti non gli si può dare torto. Per le proprie esibizioni, quasi sempre “open air” riempie gli stadi di tennis e i prati delle valli alpine con migliaia di fedelissimi fans, spesso signore di mezza età, ma non di rado anche giovani di entrambi i sessi. Il suo marchio retrò con un tocco di modernità un po’ kitsch lo si può poi scorgere nei suoi numerosissimi video musicali presenti su Youtube, dove ostenta con orgoglio un’acconciatura ossigenata stile anni ottanta e la faccia perennemente abbronzata: un mix tra il primo Nino D’Angelo e l’ultimo Ronn Moss. E durante il concerto di Düsseldorf nel 2008 non ha esitato a far precedere la sua apparizione da un videoclip in cui si è tuffato plasticamente da una diga come in un film di James Bond.

2 Settembre 2006 - Hansi Hinterseer in concerto a Vienna. Foto di Pubblico Dominio
2 Settembre 2006 - Hansi Hinterseer in concerto a Vienna. Foto di Pubblico Dominio

Hansi ama presentare la propria immagine di ragazzone ultracinquantenne profondamente legato alla famiglia, alla natura e ad uno stile di vita intensamente salutare, fatta eccezione per le sigarette, l’unico vizio che, a suo dire, si concede insieme a qualche occasionale birretta.
Ma la sua fame di successo non si è fermata al mondo della musica. Dalla fine del 2000 è apparsa sulle televisioni austriache e tedesche la sua prima fiction, “Da wo die Berge sind” (“Là dove sono le montagne”), una sorta di soap opera al gusto di crauti in cui sono raccontate le vicissitudini personali e famigliari di un ex sciatore diventato poi cantante di musica folk, Hansi Sandgruber, ovviamente l’alter ego dello stesso Hansi Hinterseer. Ed in questo sceneggiato televisivo ha fatto una breve apparizione anche Alberto Tomba, che dopo il flop cinematografico di casa nostra, ha tentato nuovamente, questa volta oltralpe, la fortuna come attore.

Ma se Alberto Tomba vaga tuttora alla ricerca di una nuova dimensione, oggi Hansi, ex sciatore, poi telecronista, cantante e infine attore, è una realtà consolidata nel panorama dello spettacolo di lingua tedesca. La sua ultima tournée dell’estate scorsa, Open air 2008, si è conclusa con un grande risultato di pubblico. Per questo nella prima pagina del suo vecchio sito internet ha ringraziato calorosamente tutti i suoi collaboratori e tutti i suoi fans, che lo hanno seguito anche nelle condizioni meteorologiche più ingrate. Ed ha concluso garantendo a tutti: “Ci rivedremo l’estate prossima.” Che cos’é, una minaccia?

Fonti

“Hinterseer, 19 años, se impuso en el gigante”, El Mundo Deportivo, 09/12/1973.
“Le aspirazioni dei campioni”, Il Resto del Carlino, 19/04/2000.
Christian Bartels, “Vokuhila-Trakt im Heimatfilm, Der Spiegel, 17/11/2000.
Helge Hopp, “Etwas zum Seufzen”, Die Welt, 20/04/2003.
Samir H. Köck e Isabella Wallnöfer, “Wir wollen doch alle eine heile Welt”, Die Presse, 22/11/2006.
Kristina Poehls,
“Warum werden Sie nicht älter, Herr Hinterseer?”
, Bild, 07/09/2007.
“Hansi und andere Onkel”, Neue Zürcher Zeitung, 19/01/2008.
Torsten Schultze, “Hansi kam kopfüber auf die Bühne”, Express, 24/02/2008.
“Wie ist es, wenn dem Ehemann Tausende Frauen nachlaufen, Frau Hinterseer?”, Bild, 02/10/2008.
Sito ufficiale di Hansi Hinterseer.
ORF, Scheda biografica di Hansi Hinterseer.

(Giuseppe Ottomano)