king1
Denis Law dopo uno dei suoi gol

(24 febbraio 1940, Aberdeen, Scozia)

Dopo 19 anni in cui avevo dato tutto quello che avevo pur di fare gol, alla fine ne avevo segnato uno che avrei quasi voluto non segnare.

Denis Law

27 aprile 1974: all’Old Trafford di Manchester va in scena il derby. I padroni di casa dello United contro la seconda squadra cittadina, il Manchester City. È uno scontro decisivo per i rossi dello United che, dopo soli sei anni dallo storico successo in Coppa dei Campioni, stanno lottando contro la retrocessione. Una stagione da dimenticare, per la squadra allenata da Tommy Docherty: fino al 29 dicembre dell’anno il portiere Alex Stepney, con due reti, figurava tra i capocannonieri della squadra. Ai Red Devils serve un risultato positivo e una sconfitta del Birmingham per poter continuare a sperare nella salvezza. Dopo 81 minuti di gioco infruttuoso da parte di entrambe le squadre, un lampo infiamma i cinquantasettemila dell’Old Trafford: Mike Doyle, difensore centrale del City, ruba un pallone a Willie Morgan, il 7 dello United. Il passaggio di Doyle è diretto a Mike Summerbee, che smista verso Colin Bell a centrocampo. Bell si porta al limite dell’area e, con un leggero tocco, muove la palla verso Francis Lee, che taglia a destra attirando su di sé la difesa dello United, prima di scoccare di destro un cross, rasoterra, diretto verso l’altro lato dell’area. Ad attendere il passaggio c’è Denis Law, un ex di lusso: undici anni, 309 presenze, 171 gol a Manchester, sponda United, prima di passare con amarezza al club di Maine Road. Undici anni durante i quali era stato incoronato dai tifosi The King of Old Trafford, il Re dell’Old Trafford. Law, gli occhi rivolti verso Lee, accoglie il passaggio, lo lascia passare tra le gambe, poi con il tacco destro spedisce la palla alle spalle di Stepney, dentro la rete. Poco importa della contemporanea vittoria del Birmingham: per tutti quella è la rete con cui Law condanna il Manchester United alla retrocessione.

Denis Law era nato ad Aberdeen nel 1940, ultimo di sette fratelli. La sua carriera si apre, grazie alle scarpe regalategli da un vicino di casa, negli ALC Colts, le giovanili dell’Aberdeen Lads Club. È un ragazzo mingherlino, che gioca con un occhio sempre chiuso per nascondere il proprio strabismo, ma viene notato da uno scout dell’Huddersfield Town. È così che a quindici anni Denis si trasferisce in Inghilterra, subisce un’operazione per correggere lo strabismo e firma per l’Huddersfield. La retrocessione in Second Division della squadra guidata dallo scozzese Andy Beattie è l’occasione per Law di farsi strada tra i ranghi della prima squadra: la vigilia di Natale del ’56 esordisce contro il Notts County e, due giorni dopo, segna contro la stessa squadra il suo primo gol. È questione di poco tempo prima che il Manchester United si faccia vivo.

È un altro manager scozzese, il leggendario Matt Busby, a volere con sé il giovane Denis, per rinforzare i già leggendari Busby’s Babes. Beattie però rifiuta le diecimila sterline offerte da Busby e, probabilmente, salva la vita a Denis Law: il 6 febbraio 1958 l’aereo che riporta il Manchester United in Inghilterra, dopo una partita di Coppa Europea contro lo Stella Rossa di Belgrado, si schianta contro il muro di cinta dell’aeroporto di Monaco. Sette giocatori muoiono nell’impatto. Quindici giorni più tardi, per le ferite riportate, morirà anche il promettente Duncan Edwards, ribattezzato The finest in the land in un coro dei tifosi dell’Old Trafford. Lo stesso Matt Busby passa diverse settimane combattendo tra la vita e la morte, ma all’inizio della stagione 1958/1959 è pronto a una nuova sfida: rifondare la squadra, con il sopravvissuto Bobby Charlton come pietra angolare, e portare i Red Devils alla vittoria in Coppa Europea. Non è la sola sfida che Busby accetta dopo il disastro di Monaco: nell’ottobre ’58 sir Matt diventa il manager della nazionale scozzese. Non ha dimenticato Denis Law che, convocato quel mese stesso, farà il proprio esordio in nazionale nella partita contro il Galles. Saranno 55 le presenze internazionali di Law, condite da trenta gol e dalla partecipazione, a carriera ormai finita, alla Coppa del Mondo del 1974 in Germania Ovest. Una particolare soddisfazione fu l’aver giocato la partita che rese la Scozia “Campione del Mondo” nel 1967: gli scozzesi sconfissero 3-2 l’Inghilterra, fresca di titolo mondiale, e Law segnò la prima rete del match.

Le strade di Denis Law e del Manchester United non si incrociano nemmeno quando il giocatore lascia l’Huddersfield nel 1959. Approda invece al City, dove resterà una stagione e mezzo, disputando una delle sue partite più memorabili contro il Luton Town in FA Cup. Dopo soli 18 minuti, sotto la pioggia battente, il City sta perdendo 2-0. Law si scatena, segnando sei reti prima del settantesimo, quando l’arbitro dichiara il terreno inagibile e annulla la partita. Nel 1961 Law lascia Manchester per provare un’avventura italiana al Torino capitanato da Enzo Bearzot, un’altra squadra segnata da una tragedia aerea. Se da una parte Law ha la possibilità di mettersi alla prova contro le migliori difese del mondo (sono gli anni d’oro del catenaccio), dall’altra non riesce a integrarsi nel calcio italiano, di cui lamenta le scorrettezze, la corruzione e la gestione “feudale” delle società nei confronti dei giocatori.

Denis Law con la maglia del Manchester City
Denis Law con la maglia del Manchester City

L’occasione di tornare in Inghilterra arriva per mano del solito Matt Busby: con il trasferimento di Dennis Viollet allo Stoke City si è liberato un posto all’Old Trafford. Il 18 agosto 1962 Denis Law esordisce con la maglia del Manchester United contro il West Bromwich Albion. La stagione culmina con la vittoria in FA Cup: Law mette a segno la prima rete della finale di Wembley, vinta 3-1 ai danni del Leicester City. All’inizio della stagione successiva, sull’onda dei gol segnati, viene convocato per la rappresentativa del Resto del Mondo per giocare contro l’Inghilterra a Wembley, a fianco di leggende come Kopa, Di Stefano, Eusébio, Masopust, Yašin, Schnellinger, Djalma Santos e Puskás. Gli inglesi vincono 2-1: il gol del Resto del Mondo è proprio di Law, a segno grazie a un assist da favola di Ferenc Puskás. È la stagione in cui, sempre contro il West Brom, esordisce George Best, una giovane promessa arrivata da Belfast. Con Best e Charlton, Law forma quella che verrà ribattezzata la Santissima Trinità dell’Old Trafford. A fine stagione i gol segnati dallo scozzese saranno 46, e gli varranno il riconoscimento del Pallone d’oro 1964.

Nel frattempo il campionato inglese, stagione 1964/1965, è diventato una corsa a due tra lo United e il Leeds. La sfida si risolve il 26 aprile, quando Law, con sei punti al ginocchio, segna una doppietta nella vittoria 3-1 sull’Arsenal che consegna finalmente il titolo al Manchester United. Nella stagione successiva gli sforzi dei Red Devils sono tutti tesi alla realizzazione del sogno di Matt Busby, la vittoria nella Coppa dei Campioni. L’8 marzo si rivela una serata magica. È il ritorno del quarto di finale contro il Benfica e, di fronte al pubblico dell’Estádio da Luz, il diciannovenne George Best rivela il suo talento al mondo, guidando il Manchester a una vittoria 5-1 contro la squadra di Eusebio. Non è sufficiente per Law e compagni, che vengono eliminati in semifinale dal Partizan Belgrado. Ad aggiungere sale alle ferite c’è anche l’insuccesso nel campionato inglese, vinto dal Liverpool. Bisogna aspettare il 1967 per vedere di nuovo lo United sul gradino più alto della First Division: l’assalto al titolo europeo è rimandato al 1968, con Law capitano della squadra. Riuscirà a giocare solo fino all’andata della semifinale, vinta 1-0 all’Old Trafford contro il favoritissimo Real Madrid. Nel ritorno al Santiago Bernabeu, lo United rimonta un passivo di 3-1 e pareggia, guadagnandosi il posto per la finale contro il Benfica. Una finale che viene però negata a Law, costretto a operarsi al ginocchio e a seguire da una TV del St.Joseph Hospital di Manchester le gesta dei suoi compagni. Il tempo regolamentare si chiude 1-1, con una rete di Bobby Charlton. Durante i supplementari, nel giro di sette minuti, vanno a segno Best, Kidd e di nuovo Charlton. Il sogno di Matt Busby è realizzato: il Manchester mette finalmente le mani sulla Coppa dei Campioni.

George Best, Denis Law, Bobby Charlton: la Santissima Trinità dell'Old Trafford
George Best, Denis Law, Bobby Charlton: la Santissima Trinità dell'Old Trafford

Il momento di gloria sarà l’ultimo per quel Manchester United, che si dirigerà verso un lento declino, segnato anche dai problemi di alcoolismo di George Best. Nel maggio 1969, dopo l’eliminazione dalla Coppa dei Campioni ad opera del Milan, Matt Busby decide di lasciare la panchina della squadra per entrare a far parte della dirigenza. Wilf McGuinness e Frank O’Farrell non otterranno buoni risultati: a fine 1972 viene chiamato a dirigere la squadra lo scozzese Tommy Docherty, manager della nazionale, raccomandato da Law in persona. Pochi giorni dopo il disastro di Monaco del 1958, era stato in sua compagnia che Law si era recato per la prima volta all’Old Trafford. Law sta programmando il suo ritiro dal calcio giocato, dopo il quale intende entrare nello staff tecnico dello United. Viene perfino organizzato un testimonial, una partita d’addio contro l’Ajax, da tenersi nel settembre 1973, subito soprannominata dai giornalisti The Denis Law vs. Johann Cruyff match. Al testimonial Law non parteciperà (come del resto neanche Cruyff, ceduto dall’Ajax al Barcelona pochi giorni prima): l’ironia della sorte vuole che sia proprio Docherty a farlo fuori dallo United, inserendolo nella lista gratuita.

La possibilità di partecipare alla Coppa del Mondo del 1974 è la motivazione che spinge Law a non ritirarsi e ad accettare un’offerta del Manchester City, non prima di aver chiesto l’approvazione a Matt Busby. La sua ultima stagione finisce proprio all’Old Trafford, quel 27 aprile. Una carriera, quella di Law, dedicata a segnare gol, tutti firmati dal suo marchio di fabbrica: quell’esultanza con il braccio destro alzato, il polsino della manica lunga perennemente stretto in mano. Tutti e 257 tranne quello, il gol che condanna la sua vecchia squadra alla retrocessione, sancendo la fine dell’era d’oro del Manchester United. Il braccio di Law rimane a mezz’aria, i compagni si avvicinano per festeggiarlo. Lui cammina, a testa bassa, e si dirige verso la rimessa laterale per farsi sostituire. I tifosi invadono il campo e l’arbitro, David Smith, fischia la fine della partita con otto minuti d’anticipo. Denis Law non calcerà mai più un pallone nella sua carriera di club.

Denis Law, con il braccio a mezz'asta, dopo aver condannato il Manchester United alla retrocessione
Denis Law, con il braccio a mezz'asta, dopo aver condannato il Manchester United alla retrocessione

Fonti

Il video del gol
Denis Law, The King – My Autobiography, Bantam Books
George Best, Hard Tackles and Dirty Baths – The Inside Story of Football’s Golden Era, Ebury Press
Alan Dawson “Manchester Law Meant City Relegated United in 1974”, Goal.com
“The Curse of the Ex Factor”, BBC, 17/4/2001
“Manchester Derby Memories”, BBC, 20/4/2001
“A Brief History of the Manchester Derby”, Manchester United Blog
“United players killed in air disaster”, BBC, 7/2/1958
“The Munich Plaque at Old Trafford”, Munich58.co.uk
“1964 – Denis Law. Lo scozzese che fece grande il Manchester United con Best e Charlton”, puntosport.net
“Manchester Utd win the European Cup”, BBC, 30/5/1968
Red11 – stats, sito di statistiche del Manchester United
MCFC Stats, sito di statistiche del Manchester City
La stagione 1973/1974 del Manchester United

Damiano “Billie” Benzoni

1 COMMENT

  1. Leggendo l’articolo ho rivissuto il fascino di quegli anni, le atmosfere straordinarie d’un calcio epico. Grazie.

Comments are closed.